Polenta di zucca e fonduta di Asiago

Adoro la zucca, un ortaggio versatile e nutriente, che può essere utilizzato per un’ampia gamma di preparazioni e di prodotti, dall’antipasto al dolce.

Al contrario di ciò che si potrebbe pensare dato il suo gusto dolce, la zucca ha un contenuto calorico molto basso (18 kcal ogni 100g): contiene molta acqua, circa il 94%, pochi carboidrati, proteine e grassi quasi nulli, mentre è ricca di antiossidanti, vitamine A, B e C e minerali come magnesio, potassio, ferro e fosforo.

Le ricette per utilizzarla sono molte, dalle più semplici a quelle più elaborate: antipasti, primi e secondi, torte, biscotti e persino bevande la zucca… ma non avevo ancora mai sentito parlare della polenta alla zucca.

Ecco qui che vi propongo questa semplicissima ricetta: un antipasto ( ma anche un piatto unico), accompagnato da salumi locali e una fonduta di formaggio: un piatto da mangiare in compagnia, davanti ad un caminetto acceso, in una fredda serata invernale.

La spesa per 4 persone: per la polenta: 250 g. zucca a pezzetti – 500 ml. latte – 100 .g farina di mais istantanea -20 g. di burro -2/3 foglie di salvia –  sale q.b.

per la fonduta: 250 g. di formaggio asiago a dadini – 200 g. di panna ( a lunga conservazione) –  50 g. di burro – noce moscata

Private la zucca della buccia, tagliatela a pezzetti molto piccoli e metteteli a bollire ( a fiamma basa), per una decina di minuti con la salvia e un cucchiaino di sale fino.

zucca1

Quando la zucca risulterà morbida, togliete la pentola dal fuoco, eliminate la salvia e frullate con un mini-pimer. Rimettere sul fuoco e, quando arriverà nuovamente al bollore, versate  a pioggia la farina di mais mescolando con una frusta. Fate cuocere a fuoco medio per 3 minuti, rigirando continuamente, spegnete il fuoco, aggiungete 20 g.di burro e regolate di sale fino.

Preparate la fonduta: fate sciogliere a bagnomaria il formaggio Asiago con la  panna e il burro. Mescolate continuamente fino a quando non si sarà formata una crema, aggiungete una grattata di noce moscata e spegnete il fuoco.

Portate in tavola il piatto di polenta e rovesciate la fonduta sulla polenta davanti ai vostri ospiti: sarà un successo assicurato!

Il vino giusto? un Lambrusco!  la morbidezza e il sapore dolce protagonista della zucca si accompagnerà ad una bottiglia che esalti la delicatezza e le note organolettiche orientate alla morbidezza.

lambruscoEmilia Lambrusco Rosso Frizzante IGT “Otello Nero di Lambrusco” – Cantine Ceci

” Parliamo del Lambrusco”: Ceci, Cantina di Sorbara, Ariola e Cleto Chiarli sono solo alcune delle cantine dell’Emilia Romagna, grandi nomi che hanno fatto la storia enologica della regione.

L’origine del Lambrusco è antichissima, tanto che persino i poeti latini, tra cui Virgilio, hanno più volte citato la “vitis labrusca” nelle proprie opere. Recenti ritrovamenti di anfore di terracotta, inoltre, hanno messo in luce come questa antica varietà venisse utilizzata per produrre un vinello frizzante tanto amato dai Romani.

Il Lambrusco può essere secco, amabile o dolce, a seconda di quanto zucchero residuo sia rimasto, prima di interrompere la fermentazione. Un Lambrusco amabile è quindi più dolce, beverino e brioso, rispetto a un prodotto secco. Esistono numerose tipologie di Lambrusco (Marani, Reggiano, Salamino, Viadanese ecc.), ognuna con caratteristiche differenti, anche se il Lambrusco Grasparossa e il Lambrusco di Sorbara sono in genere i più noti. Oltre alle caratteristiche organolettiche, i vari tipi di Lambrusco hanno abbinamenti consigliati differenti. Se un Grasparossa di Castelvetro è più ruspante e immediato, abbinabile con le carni, i primi complessi e i formaggi stagionati, un Lambrusco di Sorbara è più elegante, indicato con i piatti di pesce, i salumi e i formaggi freschi.

Ma come si produce il Lambrusco? Chiariamo che il Lambrusco è un vino rosso frizzante, prodotto in genere con metodo Charmat, ossia da rifermentazione in autoclave. Questo processo prevede che il vino base venga messo in grandi recipienti di acciaio, dove vengono introdotti i lieviti selezionati, che daranno il via alla fermentazione da bassa gradazione alcolica. Negli ultimi anni, inoltre, molti produttori hanno iniziato a produrre Lambrusco da rifermentazione in bottiglia, che danno vini generalmente più eleganti.

 

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